Cosimo Fadda matr.125354 Lezione del 16/10/2000 ore 16.30-18.30

Calcolo delle proprietà delle sostanze chimicamente pure (II°)

In questa lezione completeremo la mappatura del diagramma pv (fig.1) rivolgendo la nostra attenzione alle zone relative ai vapori surriscaldati e ai gas perfetti studiandone le loro proprietà che, assieme a quelle viste nella lezione precedente, ci daranno un quadro completo sulle proprietà dei sistemi chimicamente omogenei.

(fig.1 diagramma pv completo)

Proprietà dei vapori surriscaldati

I vapori surriscaldati si trovano nella zona del diagramma pv (fig.1) compresa tra la curva limite inferiore e l'isoterma critica. Questi si distinguono dai vapori saturi per la totale assenza di liquido. Il termine "surriscaldato" può essere ambiguo in quanto induce a far pensare che vi sia un riferimento al valore assoluto della temperatura mentre cosi non è, infatti, anche a temperatura ambiente possono trovarsi vapori nello stato di surriscaldamento. Questo succede ad esempio per il vapor d'acqua presente nell'aria che spesso risulta surriscaldato.

Entalpia

La determinazione delle proprietà dei vapori surriscaldati può essere eseguita correlandone le proprietà a quelle del vapore saturo (fig. 2).

(fig. 2: proprietà vapori surriscaldati)

L'entalpia di un vapore surriscaldato alla pressione p1 ed alla temperatura T1 può essere espressa come somma dell'entalpia del vapore saturo alla pressione p0 (ed alla temperaturaT0) e della variazione di entalpia relativa ad una qualunque trasformazione congiungente i due stati considerati mediante la seguente relazione:

(1)

Scegliendo come cammino di integrazione l'isobara corrispondente al valore p1 la (1) diventa:

(2)

Quest'ultima può infine essere riscritta come:

(3)

Il termine` cp che compare nella (3) è il calore specifico medio e si può calcolare mediante la seguente relazione:

(4)

Entropia

Per il calcolo dell'entropia si procede in maniera analoga a quanto fatto per l'entalpia:

(5)

Integrando quest'espressione ed introducendo un appropriato calore specifico medio si ottiene:

(6)

dove il coefficiente cp si calcola attraverso la media logaritmica cosi definita:

(7)

A seconda dell'accuratezza più o meno grande richiesta, cp può essere ricavato in vari modi, senza dover necessariamente ricorrere al calcolo di integrali.

Quando la differenza fra gli stati '0' e '1' è piccola, cp può essere considerato quasi costante, per cui non si rende necessario il calcolo della media. Se invece si richiede un minimo di precisione si può ricorrere a delle specifiche tabelle che contengano i valori di` cp (calore specifico medio) validi entro alcuni range di pressione e temperatura. Diversamente se è richiesta una grande accuratezza nei calcoli conviene affidarsi a delle apposite tabelle contenenti i diversi valori di cp al variare della temperatura e della pressione.

Riportiamo qui di seguito una tabella che mette a confronto i valori di cp e` cp relativi al vapore surriscaldato dell'acqua al variare della temperatura e della pressione. Scorrendo i dati si potrà osservare come a parità di pressione e di temperatura la differenza fra i due tipi di dato sia minima.

 

Pressione (atm)

Temperatura

1

5

10

20

°C

K

Calore specifico (kJ/kgK)

t

T

cp

` cp

cp

` cp

cp

` cp

cp

` cp

100

373.15

2.047

-

-

-

-

-

-

-

120

393.15

2.018

2.043

-

-

-

-

-

-

140

413.15

1.997

2.005

-

-

-

-

-

-

160

433.15

1.985

1.993

2.236

2.353

-

-

-

-

180

453.15

1.976

1.989

2.181

2.232

2.500

 

-

-

200

473.15

1.980

1.985

2.139

2.177

2.361

-

-

-

220

493.15

1.985

1.980

2.106

2.152

2.278

2.370

2.943

2.851

240

513.15

1.989

1.980

2.085

2.139

2.223

2.328

2.667

2.734

260

533.15

1.997

1.985

2.077

2.131

2.190

2.294

2.495

2.621

280

553.15

2.005

1.989

2.072

2.127

2.169

2.278

2.382

2.567

300

573.15

2.014

1.989

2.072

2.123

2.152

2.261

2.328

2.525

320

593.15

2.026

1.993

2.077

2.119

2.144

2.244

2.290

2.487

340

613.15

2.039

1.993

2.281

2.110

2.139

2.232

2.261

2.453

360

633.15

2.047

1.997

2.085

2.110

2.135

2.219

2.240

2.424

380

653.15

2.060

2.001

2.093

2.110

2.135

2.211

2.227

2.399

400

673.15

2.072

2.005

2.102

2.106

2.139

2.206

2.215

2.378

420

693.15

2.085

2.014

2.110

2.106

2.144

2.198

2.211

2.361

440

713.15

2.098

2.018

2.119

2.110

2.148

2.194

2.206

2.349

460

733.15

2.110

2.022

2.131

2.110

2.156

2.194

2.211

2.340

480

753.15

2.123

2.026

2.244

2.110

2.165

2.190

2.211

2.332

500

773.15

2.135

2.031

2.152

2.114

2.173

2.190

2.215

2.324

520

793.15

2.148

2.039

2.165

2.114

2.186

2.190

2.219

2.315

540

813.15

2.165

2.043

2.177

2.119

2.194

2.190

2.227

2.311

560

833.15

2.177

2.047

2.190

2.123

2.206

2.190

2.236

2.307

580

853.15

2.190

2.056

2.202

2.127

2.215

2.190

2.244

2.303

600

873.15

2.202

2.060

2.215

2.127

2.227

2.194

2.252

2.299

620

893.15

2.215

2.064

2.227

2.135

2.240

2.194

2.261

2.299

640

913.15

2.227

2.272

2.240

2.139

2..252

2.198

2.273

2.294

660

933.15

2.244

2.077

2.257

2.144

2.265

2.198

2.286

2.294

680

953.15

2.257

2.085

2.269

2.148

2.278

2.202

2.299

2.294

700

973.15

2.269

2.089

2.282

2.152

2.290

2.206

2.311

2.294

 

Un modo più rapido di procedere consiste nell'utilizzare delle tabelle a doppia entrata dove al variare di p e di T si trovano tabulati i valori di h, s, v e altre grandezze che possono risultare utili.

La tabella sottostante mostra alcune grandezze caratteristiche del vapor d'acqua surriscaldato nell'intervallo di temperatura compreso fra i 120°C e i 650°C.

 

Pressione

1,2 bar

1,4 bar

1,6 bar

t

T

H

S

V

H

S

V

H

S

V

°C

K

J

J/K

m3

J

J/K

m3

J

J/K

m3

120

393,15

2714,4

7,3787

1490,1

2712,3

7,3033

1274,0

2710,1

7,2373

1111,9

140

413,15

2754,7

7,4788

1570,8

2753,0

7,4044

1343,7

2751,3

7,3395

1173,4

160

433,15

2794,8

7,5734

1650,5

2793,4

7,4998

1412,5

2792,0

7,4356

1234,0

180

453,15

2834,6

7,6634

1729,7

2833,5

7,5903

1480,7

2832,3

7,5266

1293,9

200

473,15

2874,4

7,7492

1808,4

2873,4

7,6765

1548,4

2872,5

7,6133

1353,4

220

493,15

2914,1

7,8315

1886,7

2913,3

7,7591

1615,7

2912,5

7,6962

1412,5

240

513,15

2953,9

7,9106

1964,7

2953,2

7,8384

1682,8

2952,5

7,7758

1471,3

260

533,15

2993,8

7,9869

2042,6

2993,2

7,9149

1749,7

2992,6

7,8524

1530,0

280

553,15

3033,8

8,0605

2120,3

3033,3

7,9887

1816,4

3032,7

7,9263

1588,5

300

573,15

3074,0

8,1319

2197,9

3073,5

8,0601

1883,0

3073,0

7,9979

1646,8

350

623,15

3175,3

8,3012

2391,5

3174,4

8,2297

2049,1

3174,5

8,1676

1792,3

400

673,15

3277,9

8,4597

2584,7

3277,6

8,3882

2214,9

3277,3

8,3263

1937,5

450

723,15

3382,1

8,6090

2777,7

3381,8

8,5376

2380,4

3381,6

8,4757

2082,4

500

773,15

3487,9

8,7505

2970,6

3487,7

8,6791

2545,8

3487,5

8,6173

2227,3

550

823,15

3595,4

8,8852

3163,4

3595,2

8,8139

2711,1

3595,0

8,7521

2371,9

600

873,15

3704,6

9,0140

3356,1

3704,5

8,9427

2876,4

3704,3

8,8809

2516,6

650

923,15

3815,5

9,1375

3548,7

3815,4

9,0662

3041,5

3815.2

9,0045

2661,1

 

Gli stessi tipi di dati sono inoltre reperibili su degli appositi diagrammi termodinamici. In commercio ve ne sono di vari tipi (pv, Ts, hs) ma quello che può ritenersi più utile è il diagramma di Mollier per l'acqua.

  

Proprietà dei gas perfetti

Un gas le cui particelle non interagiscano tra loro ed abbiano un proprio volume, trascurabile rispetto al contenitore in cui si trovano, viene definito perfetto. Nel diagramma pv (fig. 3), la regione in cui si trovano i gas perfetti è posta a destra della curva limite superiore, dove la pressione è piccolissima ed il volume specifico grandissimo; qui le isoterme hanno l'andamento di iperboli equilatere.

(fig. 3: regione dei gas perfetti )

Attraverso osservazioni sperimentali su sostanze in fase gassosa si è giunti alla formulazione di un'equazione di stato che ne descrive bene l'andamento per valori bassi della pressione:

(8)

Dove p è la pressione ( Pa ), v è il volume specifico ( m3/kg ) e T è la temperatura ( K ) mentre R è la costante del gas perfetto diversa per ogni tipo di gas. La stessa equazione può essere formulata in altri tre modi a seconda di come si esprimono le grandezze caratteristiche. Ricordando che una mole è una quantità di materia costituita da un numero di Avogadro (6.023× 1023 ), di particelle, e che la massa di una mole è la massa molare M, allora il numero di moli n può essere espresso come rapporto fra la massa molare M e la sua massa molecolare m, cioè :

(9)

Per cui moltiplicando ambo i membri della (8) per la massa molecolare m, si ottiene:

(10)

dove vm è il volume specifico molare, mentre R0 è la costante universale dei gas pari a 8315 J/kmolK. La (8) e la (10) possono essere riscritte in termini estensivi moltiplicando la prima per la massa M, e la seconda per il numero di moli n :

(11)

(12)

I valori di m ed R, legati dalla relazione R = R0/m, sono riportati, per alcune sostanze, nella seguente tabella.

Sostanza

Formula

m kg/kmol

R (J/kgK)

Acetilene

C2H2

26.039

319.43

Acqua

H2O

18.016

461.70

Ammoniaca

NH3

17.032

488.38

Anidride carbonica

CO2

44.012

188.99

Anidride solforosa

SO2

64.066

129.83

Argon

Ar

39.950

208.21

Aria

 

28.968

287.13

Azoto

N2

28.014

296.91

Elio

He

4.0028

2078.0

Etano

C2H6

30.071

276.60

Etilene

C2H4

28.055

296.48

Freon

12CCl2F2

120.914

68.77

Idrogeno

H2

2.0158

4126.4

Metano

CH4

16.044

518.46

Neon

Ne

20.184

412.10

n-Butano

C4H10

58.124

143.04

Ossido di azoto

NO

30.007

277.19

Ossido di carbonio

CO

28.012

296.93

Ossigeno

O2

31.891

260.83

Propano

C3H8

44.097

188.55

 

Come si può notare nella tabella manca la formula dell'aria che a rigore non è chimicamente omogenea; infatti la sua massa molare si può ricavare combinando linearmente le masse dei suoi due principali componenti, azoto e ossigeno, presenti rispettivamente in percentuali del circa 75% e 25%; per cui prendendo i dati dalla tabella si ottiene:

(13)

Ricaviamo ora le altre caratteristiche termodinamiche dei gas perfetti.

Volume specifico

Il volume specifico si ricava facilmente una volta noti i valori di R, T e p, basta solo sostituirli nella (8) ottenendo cosi:

(14)

 

Calori specifici

Si constata facilmente che, per il gas perfetto, anche i calori specifici a pressione e a volume costante dipendono solo dalla temperatura:

(15)

se nell'espressione di cp della (15) introduciamo il primo principio in forma entalpica si ottiene:

(16)

poiché stiamo ritenendo costante la pressione, dall'equazione di stato dei gas (8) si può ricavare:

(17)

sostituendo infine questo risultato nella (16) si ottiene la cosiddetta relazione di Mayer che lega fra loro cp e cv:

(18)

Moltiplicando ambo i membri della (18) per la massa molecolare m si ottiene:

(19)

Esiste inoltre un'ulteriore relazione che lega fra loro i calori specifici cp e cv ,e viene chiamato rapporto tra i calori specifici g

(20)

La teoria cinetica dei gas ha dimostrato come g sia indipendente da cp e cv, ma dipenda invece dai gradi di libertà del sistema, per i gas monoatomici vale 5/3, mentre per i gas biatomici vale 7/5. Sul significato di g ritorneremo in seguito.

Grazie alla (18) e alla (20) siamo ora in grado di ricavare cp e cv, basterà risolvere il seguente sistema algebrico:

(21)

La soluzione del sistema (21) può non essere molto precisa, per cui a seconda del grado di accuratezza richiesto è bene consultare la seguente tabella.

In essa sono contenuti i calori specifici medi; questi valori sono impiegabili nell'intervallo 0¸ 100°C, altrove diventano inaccurati.

Sostanza

Formula

cp kJ/kgk

cv kJ/kgK

Acetilene

C2H2

1.623

 

Acqua

H2O

0.444

 

Ammoniaca

NH3

2.218.

1.766

Anidride carbonica

CO2

0.865

0.676

Anidride solforosa

SO2

0.607

Aria

 

1.01

0.717

Azoto

N2

1.04

0.743

Etano

C2H6

1.646

 

Etilene

C2H4

1.460

 

Idrogeno

H2

14.2

10.1

Metano

CH4

2.165

1.645

Ossido di azoto

NO

0.999

 

Ossido di carbonio

CO

1.04

0.743

Ossigeno

O2

0.917

0.656

Propano

C3H8

1.550

 

 

Energia interna

Per calcolare agevolmente l'energia interna sfruttiamo il fatto che essa è una funzione di stato per cui essa dipenderà dai valori iniziali e finali non dal percorso seguito. Riferendoci alla (fig. 4) consideriamo i punti 1 e 2 posti rispettivamente sulle isoterme T1 e T2 ( T1<T2 ); essi si trovano a una temperatura e a un volume diversi.

(fig.4: diagramma pv per il calcolo di u)

Per il calcolo della variazione di u utilizzeremo il primo principio della termodinamica:

(22)

Passiamo in maniera isocora dal punto 1 al punto intermedio 3 che si trova sull'isotermaT2; lungo questo tratto non c'è variazione di volume per cui:

(23)

ma poiché sappiamo dalla (15) che se v = cost. allora dq = cvdT si ricava:

(24)

proseguendo con una trasformazione isoterma si giunge allo stato 2; poiché T1=T2 risulterà anche u1=u2 , e sostituendo questa informazione nella (24) si conclude

(25)

 

Entalpia

Per quanto concerne il calcolo dell'entalpia si procede in maniera analoga; si considerino gli stati 1 e 2 posti sulle isoterme T1 e T2 come in (fig. 5).

(fig.5: digramma pv per il calcolo di h)

Utilizziamo il primo principio in forma entalpica:

(26)

Attraverso un tratto di trasformazione isobara passiamo dal punto 2 al punto 3, siccome la pressione p si mantiene costante, allora la (26) diventa:

(27)

e sempre per il fatto che p = cost. dalla (15) si ha dq = cpdT, quindi:

(28)

L'ultimo tratto di trasformazione avviene lungo l'isoterma T1 dove non c'è variazione di entropia, per cui h3 = h1 e sostituendo nella (28) infine si ha:

(29)

 

Entropia

La variazione di entropia in una trasformazione dallo stato fisico iniziale 1 allo stato fisico finale 2, per un gas perfetto, si può esprimere in due forme diverse (che sono tra loro equivalenti in quanto forniscono lo stesso risultato), a seconda che si utilizzi il primo principio in forma classica o in forma entalpica.

Unendo i risultati della (22) e della (24) si ottiene:

(29)

a questo punto ricordando la definizione di entropia ne segue:

(30)

ma poiché stiamo trattando gas perfetti dalla (8) si ricava:

(31)

ed infine integrando fra gli stati 1 e 2 si perviene a:

(32)

Partendo dal primo principio in forma entalpica si procede in maniera analoga, basta sfruttare le proprietà (26) e (28) e applicarle alla definizione di entropia:

(33)

adesso basta soltanto usare la definizione di entropia e ricordare che v/T = R/p :

(34)

per cui ora integrando fra gli stati 1 e 2 si conclude:

(35)

I risultati delle (32) e (35) dipendono rispettivamente dalle variazioni delle coordinate vT e pT ; esiste un'ulteriore formulazione della variazione di entropia in funzione delle coordinate pv. Infatti poiché T = pv/R , si ha:

(36)

E' ancora possibile semplificare questa equazione per via algebrica, sfruttando anche la relazione di Mayer cp - cv = R

(37)

Dall'espressione del differenziale ds in due forme diverse (ma equivalenti) è possibile determinare una relazione tra le coordinate termodinamiche in una trasformazione isoentropica, cioè adiabatica reversibile. Trattandosi di una trasformazione isoentropica deve essere s = cost., per cui ponendo ds = 0 nelle (32) e (35) si ottiene:

(38)

Dividendo membro a membro la seconda equazione per la prima, si perviene alla seguente equazione differenziale:

(39)

Integrando la (39) e introducendo una costante di integrazione k si ottiene:

(40)

Per cui passando dai logaritmi all'argomento dei logaritmi , infine ci fornisce:

(41)

Tale equazione, detta di Poisson, rappresenta la trasformazione isoentropica per i gas perfetti; nel digramma pv (fig.6) è una curva monotona decrescente, con una pendenza maggiore dell'isoterma.

(fig.6: confronto isoterma adiabatica)

Dalla (41) si possono dedurre altre due equazioni che rappresentano la stessa trasformazione isoentropica però in funzione di pT e Tv; infatti usando l'equazione di stato dei gas perfetti si ha:

(42)

(43)

 

Proprietà dei gas reali

La relazione fondamentale che caratterizza un gas perfetto è la sua equazione di stato. I gas reali obbediscono all'equazione di stato solo in condizioni di bassa pressione e generalmente di alta temperatura, per cui le deviazioni dal comportamento ideale sono tanto più rilevanti quanto più ci si allontana dalla rarefazione del gas andando verso la condensazione. Infatti il prodotto pv all'aumentare della pressione non solo non è costante, ma la sua dipendenza dalla pressione è influenzata in modo rilevante dalla temperatura.

Moltissime equazioni di forma più o meno complicata sono state proposte come equazioni di stato per i gas reali; alcune di queste sono frutto di teorie che si è dimostrato essere sbagliate, o perlomeno potevano essere applicate solo in campi molto ristretti.

Van der Walls ricavò un'equazione di stato che teneva conto dei fattori che differenziano un gas reale da quello ideale.

(44)

Questa equazione contiene però dei parametri caratteristici della particolare natura del fluido, per cui senza questi è inutilizzabile.

Se invece si introducono le coordinate in forma ridotta, definite come

(45)

essendo pc ,vc e Tc i parametri termodinamici al punto critico, è poi possibile esprimere con un solo parametro lo scostamento del comportamento di un gas ideale da quello reale. Si definisce allora un fattore in funzione delle coordinate ridotte detto fattore di compressibilità z, ricavabile dalla relazione

(46)

Dove zc è un valore diverso per ogni gas e si ottiene da

(47)

.Noto il fattore di compressibilità si può scrivere un'equazione di stato del tipo:

(48)

Riportiamo qui di seguito una tabella contenente i parametrici critici di alcune sostanze di uso comune.

Sostanza

Formula

Tc

K

pc× 10-5

Pa

vc× 103

m3/kg

zc

Acetilene

C2H2

309.5

62.4

4.33

0.274

Acqua

H2O

647.3

221.1

3.11

0.230

Ammoniaca

NH3

405.4

112.8

4.26

0.243

Anidride carbonica

CO2

304.2

73.9

2.13

0.275

Anidride solforosa

SO2

430.7

78.8

1.92

0.269

Argon

Ar

150.9

48.9

1.87

0.291

Aria

 

132.4

37.7

3.22

0.319

Azoto

N2

126.2

33.9

3.21

0.291

Elio

He

5.2

2.3

14.5

0.308

Etano

C2H6

305.4

48.8

4.92

0.285

Etilene

C2H4

283.1

51.2

4.42

0.270

Freon

12CCl2F2

385.2

41.1

1.79

0.279

Idrogeno

H2

33.2

13.0

32.5

0.304

Metano

CH4

190.7

46.4

6.17

0.290

Neon

Ne

44.4

27.3

2.07

0.308

n-Butano

C4H10

425.2

38.0

4.39

0.274

Ossido di azoto

NO

179.2

65.9

1.93

0.256

Ossido di carbonio

CO

132.9

35.0

3.32

0.294

Ossigeno

O2

154.8

50.8

2.31

0.292

Propano

C3H8

370.0

42.7

4.53

0.277

 

Applicazione: lo scatolone adiabatico

Consideriamo uno scatolone come in figura, che ha le pareti coibentate in modo da non poter scambiare calore con l'esterno. Al suo interno presenta due vani, che chiameremo 1 e 2, separati da un setto rimovibile che non consente lo scambio né di lavoro né di calore. In entrambi i vani c'è dell'aria, che supponiamo essere un sistema chimicamente puro, in quantità e condizioni termodinamiche diverse. In un secondo tempo il setto viene rimosso per cui si raggiunge un nuovo stato di equilibrio che chiameremo3. Ci proponiamo di ricavare le condizioni finali.

I dati e le incognite del problema sono i seguenti:

1 2 3

Prima di iniziare a risolvere il problema facciamo alcune considerazione che ci faciliteranno il lavoro:

-il processo di unione dei due vani è ovviamente irreversibile;

-poiché abbiamo considerato l'aria un sistema chimicamente puro, nello stato 3 avremo ancora aria;

-il sistema è termicamente e meccanicamente isolato quindi l'energia interna dello stato iniziale e finale coinciderannoÞ u3 = u1+u2;

-poiché il sistema è chiuso si conserva anche la massaÞ M3 = M1+M2.

Da queste considerazioni si capisce subito che v3 è dato dalla somma di v1 e v2, per cui le vere incognite cono T3 e p3. Abbiamo dunque bisogno di due equazioni indipendenti per risolvere questo problema in due incognite. Possiamo sfruttare la conservazione dell'energia e la conservazione della massa.

Le masse si possono ricavare dall'equazione dei gas perfetti (11), per cui, convertendo i dati in unità S.I., si ha

(49)

La conservazione dell'energia può essere espressa mediante la (25), indicando con t le differenze di temperatura

(50)

ricordando che cv1 = cv2 = cv3, semplificando la (50) ricavo t3

(51)

Per cui adesso non resta che determinare p3

(52)

Per avere un quadro completo e concludere possiamo calcolare l'aumento di entropia dell'universo; infatti un aumento ci sarà stato sicuramente dal momento che la trasformazione è di tipo irreversibile. Poiché l'entropia è una funzione di stato non è necessario fare un'analisi approfondita della trasformazione verificatasi, ma basta conoscere gli stati iniziali e finali:

(53)

Ora basta fare solo dei semplici calcoli utilizzando le formule ricavate prima. Fissate le condizioni iniziali di riferimento, che per noi saranno: T0 =273K, p0 =1bar; noti i valori di R e cp per l'aria, sostituendo si ha:

Dunque tirando le somme si ha che la variazione di entropia è:

cioè nell'universo c'è un aumento di entropia, in accordo con le nostre ipotesi.